<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet href="https://feeds.captivate.fm/style.xsl" type="text/xsl"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0"><channel><atom:link href="https://feeds.captivate.fm/pagine-di-letteratura/" rel="self" type="application/rss+xml"/><title><![CDATA[pagine di letteratura]]></title><lastBuildDate>Mon, 28 Jun 2021 19:01:12 +0000</lastBuildDate><generator>Captivate.fm</generator><language><![CDATA[it]]></language><copyright><![CDATA[Copyright 2021 Pagine Ebraiche]]></copyright><managingEditor>info@paginebraiche.net (Pagine Ebraiche)</managingEditor><itunes:summary><![CDATA[Da "Gli aquiloni" di Romain Gary a "Mario e il mago" di Thomas Mann, nella rubrica "pagine di letteratura" ogni puntata il critico letterario Alberto Cavaglion racconta alla redazione di Pagine Ebraiche un libro della sua biblioteca reale o virtuale. Un modo per scoprire o riscoprire i grandi testi e autori della nostra letteratura.]]></itunes:summary><image><url>https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg</url><title>pagine di letteratura</title><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link></image><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><itunes:owner><itunes:name>Pagine Ebraiche</itunes:name><itunes:email>info@paginebraiche.net</itunes:email></itunes:owner><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author><description>Da &quot;Gli aquiloni&quot; di Romain Gary a &quot;Mario e il mago&quot; di Thomas Mann, nella rubrica &quot;pagine di letteratura&quot; ogni puntata il critico letterario Alberto Cavaglion racconta alla redazione di Pagine Ebraiche un libro della sua biblioteca reale o virtuale. Un modo per scoprire o riscoprire i grandi testi e autori della nostra letteratura.</description><link>https://pagine-di-letteratura.captivate.fm</link><atom:link href="https://pubsubhubbub.appspot.com" rel="hub"/><itunes:subtitle><![CDATA[Ogni puntata, un grande libro da scoprire o riscoprire insieme]]></itunes:subtitle><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:type>episodic</itunes:type><itunes:category text="Arts"><itunes:category text="Books"/></itunes:category><itunes:category text="Society &amp; Culture"></itunes:category><itunes:category text="History"></itunes:category><item><title>L&apos;accademia italiana vista da Cesare Cases</title><itunes:title>L&apos;accademia italiana vista da Cesare Cases</itunes:title><description>“Correva l&apos;anno 2020 molti ministri si erano succeduti alla pubblica istruzione. Sotto Lucio Lombardo Radice era stata introdotta una facoltà mista di marxismo e teologia, ma poi dichiarata superflua, superata ogni ideologia, essa era stata soppressa insieme alle altre facoltà umanistiche”. Così inizia l&apos;apologo graffiante scritto nel 1977 da Cesare Cases e pubblicato sui Quaderni piacentini. Un racconto di semifantascienza dedicato all&apos;accademia italiana, letto e riscoperto dal critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Correva l'anno 2020 molti ministri si erano succeduti alla pubblica istruzione. Sotto Lucio Lombardo Radice era stata introdotta una facoltà mista di marxismo e teologia, ma poi dichiarata superflua, superata ogni ideologia, essa era stata soppressa insieme alle altre facoltà umanistiche”. Così inizia l'apologo graffiante scritto nel 1977 da Cesare Cases e pubblicato sui Quaderni piacentini. Un racconto di semifantascienza dedicato all'accademia italiana, letto e riscoperto dal critico letterario Alberto Cavaglion nell'ultima puntata di pagine di letteratura.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">25c2ac9c-c45f-4f09-bc4c-ec9fd8ba7754</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 28 Jun 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/8fb23aeb-8e89-442d-9164-79f45c8bf0c2/pagine-di-letteratura-cesare-cases.mp3" length="75872719" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>39:05</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>28</itunes:episode><itunes:summary>“Correva l&apos;anno 2020 molti ministri si erano succeduti alla pubblica istruzione. Sotto Lucio Lombardo Radice era stata introdotta una facoltà mista di marxismo e teologia, ma poi dichiarata superflua, superata ogni ideologia, essa era stata soppressa insieme alle altre facoltà umanistiche”. Così inizia l&apos;apologo graffiante scritto nel 1977 da Cesare Cases e pubblicato sui Quaderni piacentini. Un racconto di semifantascienza dedicato all&apos;accademia italiana, letto e riscoperto dal critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Alberto Savinio, una nuova enciclopedia</title><itunes:title>Alberto Savinio, una nuova enciclopedia</itunes:title><description>“L&apos;enciclopedia è un osservatorio molto particolare. Consente di vedere e capire che cosa in un determinato momento storico un intellettuale sapeva racchiudere nelle poche righe di una voce, ad esempio in quella riguardante gli ebrei. Riguardo al posto che gli ebrei dovrebbero avere, o non dovrebbero avere in una determinata società”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura. Una puntata dedicata proprio all&apos;enciclopedia e in particolare a quella, molto originale e voluminosa, firmata da Alberto Savinio. “Una enciclopedia molto diversa da quelle che siamo abituati a maneggiare di solito”.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“L'enciclopedia è un osservatorio molto particolare. Consente di vedere e capire che cosa in un determinato momento storico un intellettuale sapeva racchiudere nelle poche righe di una voce, ad esempio in quella riguardante gli ebrei. Riguardo al posto che gli ebrei dovrebbero avere, o non dovrebbero avere in una determinata società”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura. Una puntata dedicata proprio all'enciclopedia e in particolare a quella, molto originale e voluminosa, firmata da Alberto Savinio. “Una enciclopedia molto diversa da quelle che siamo abituati a maneggiare di solito”.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">191de3bd-7801-4ce0-bd85-2178f651981c</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 14 Jun 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/97ae3e9f-f890-4b1f-9f81-bda0c42cfbe3/pagine-di-letteratura-cavaglio-alberto-savinio.mp3" length="72625800" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>37:24</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>27</itunes:episode><itunes:summary>“L&apos;enciclopedia è un osservatorio molto particolare. Consente di vedere e capire che cosa in un determinato momento storico un intellettuale sapeva racchiudere nelle poche righe di una voce, ad esempio in quella riguardante gli ebrei. Riguardo al posto che gli ebrei dovrebbero avere, o non dovrebbero avere in una determinata società”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura. Una puntata dedicata proprio all&apos;enciclopedia e in particolare a quella, molto originale e voluminosa, firmata da Alberto Savinio. “Una enciclopedia molto diversa da quelle che siamo abituati a maneggiare di solito”.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Fölkel tra poesie e identità ebraica</title><itunes:title>Fölkel tra poesie e identità ebraica</itunes:title><description>“Se non sei mordace è inutile che mostri i denti”. Era uno dei detti preferiti di Ferruccio (Fery) Fölkel, scrittore e poeta triestino, di cui quest&apos;anno ricorrono i cento anni dalla nascita. “Un uomo che i denti li mostrava in modo spietato. Con tutti, anche con gli amici più cari”, racconta Alberto Cavaglion, riprendendo in mano, per la nuova puntata di pagine di letteratura, il libro di Fölkel Monade: 33 poesie del giudeo.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Se non sei mordace è inutile che mostri i denti”. Era uno dei detti preferiti di Ferruccio (Fery) Fölkel, scrittore e poeta triestino, di cui quest'anno ricorrono i cento anni dalla nascita. “Un uomo che i denti li mostrava in modo spietato. Con tutti, anche con gli amici più cari”, racconta Alberto Cavaglion, riprendendo in mano, per la nuova puntata di pagine di letteratura, il libro di Fölkel <em>Monade: 33 poesie del giudeo</em>.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">067eea45-758f-4281-af1b-4f2559e34217</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 05 May 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/42dc0ae9-79ee-4f2e-9b8d-a75905458d66/fo-lkel-pagine-di-letteratura.mp3" length="57156241" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>29:29</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>26</itunes:episode><itunes:summary>“Se non sei mordace è inutile che mostri i denti”. Era uno dei detti preferiti di Ferruccio (Fery) Fölkel, scrittore e poeta triestino, di cui quest&apos;anno ricorrono i cento anni dalla nascita. “Un uomo che i denti li mostrava in modo spietato. Con tutti, anche con gli amici più cari”, racconta Alberto Cavaglion, riprendendo in mano, per la nuova puntata di pagine di letteratura, il libro di Fölkel Monade: 33 poesie del giudeo.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Heinrich Böll e il suo spietato &quot;Dov&apos;eri, Adamo?&quot;</title><itunes:title>Heinrich Böll e il suo spietato &quot;Dov&apos;eri, Adamo?&quot;</itunes:title><description>&quot;Dov&apos;eri, Adamo?&quot; dello scrittore tedesco Heinrich Böll, pubblicato per la prima volta nel 1951, torna oggi nelle librerie italiane in una nuova edizione. E il critico Alberto Cavaglion, nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, spiega perché sia una lettura importante per quanto molto difficile da affrontare. “È un romanzo con una struttura a spirale che finisce con l&apos;inghiottire il lettore dentro una morsa tremenda. - spiega Cavaglion - È una condanna spietata della guerra, fatta con un occhio aspro, terribile, che non nasconde nulla, che mette in evidenza gli aspetti più crudeli dell&apos;animo umano. E racconta la vicenda sentimentale di un soldato tedesco che, nell&apos;ultimo periodo della seconda guerra mondiale, vive la ritirata del Terzo Reich dal fronte orientale. Da una non identificata città ungherese dove assiste alla deportazione degli ebrei locali. Soprattutto segue le vicissitudini di una ragazza di cui si era innamorato”.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>"Dov'eri, Adamo?" dello scrittore tedesco Heinrich Böll, pubblicato per la prima volta nel 1951, torna oggi nelle librerie italiane in una nuova edizione. E il critico Alberto Cavaglion, nell'ultima puntata di pagine di letteratura, spiega perché sia una lettura importante per quanto molto difficile da affrontare. “È un romanzo con una struttura a spirale che finisce con l'inghiottire il lettore dentro una morsa tremenda. - spiega Cavaglion - È una condanna spietata della guerra, fatta con un occhio aspro, terribile, che non nasconde nulla, che mette in evidenza gli aspetti più crudeli dell'animo umano. E racconta la vicenda sentimentale di un soldato tedesco che, nell'ultimo periodo della seconda guerra mondiale, vive la ritirata del Terzo Reich dal fronte orientale. Da una non identificata città ungherese dove assiste alla deportazione degli ebrei locali. Soprattutto segue le vicissitudini di una ragazza di cui si era innamorato”.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">8a6529c3-71bf-44c1-9992-bd7d1d1b9e1d</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Sun, 18 Apr 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/6a1b7c50-e126-4b59-9126-53f3a26b358e/pagine-di-letteratura-doveri-adamo-heinrich-boell.mp3" length="48629398" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>25:03</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>24</itunes:episode><itunes:summary>&quot;Dov&apos;eri, Adamo?&quot; dello scrittore tedesco Heinrich Böll, pubblicato per la prima volta nel 1951, torna oggi nelle librerie italiane in una nuova edizione. E il critico Alberto Cavaglion, nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, spiega perché sia una lettura importante per quanto molto difficile da affrontare. “È un romanzo con una struttura a spirale che finisce con l&apos;inghiottire il lettore dentro una morsa tremenda. - spiega Cavaglion - È una condanna spietata della guerra, fatta con un occhio aspro, terribile, che non nasconde nulla, che mette in evidenza gli aspetti più crudeli dell&apos;animo umano. E racconta la vicenda sentimentale di un soldato tedesco che, nell&apos;ultimo periodo della seconda guerra mondiale, vive la ritirata del Terzo Reich dal fronte orientale. Da una non identificata città ungherese dove assiste alla deportazione degli ebrei locali. Soprattutto segue le vicissitudini di una ragazza di cui si era innamorato”.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Lo squalo magico di Dino Buzzati</title><itunes:title>Lo squalo magico di Dino Buzzati</itunes:title><description>Il colombre è una squalo misterioso e magico, nel solco della tradizione biblica. Guai a vederlo sulla scia della propria barca: il destino della persona presa di mira sarà segnato. E così accade a Stefano, protagonista del libro di Dino Buzzati intitolato proprio Il colombre. Un libro che racconta la quotidianità enigmatica e inquietante, l&apos;indecifrabilità del destino umano. Un libro che si adatta a questo strano tempo, come spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura.


</description><content:encoded><![CDATA[<p>Il colombre è una squalo misterioso e magico, nel solco della tradizione biblica. Guai a vederlo sulla scia della propria barca: il destino della persona presa di mira sarà segnato. E così accade a Stefano, protagonista del libro di Dino Buzzati intitolato proprio Il colombre. Un libro che racconta la quotidianità enigmatica e inquietante, l'indecifrabilità del destino umano. Un libro che si adatta a questo strano tempo, come spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell'ultima puntata di pagine di letteratura.</p><p><br></p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">5250a3cb-d50c-49d6-b96e-0c86325734ba</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Sun, 07 Mar 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/7121a12a-eeee-4bdb-8df7-0d1805a8e0e8/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-22-dino-buzzati-il.mp3" length="36843597" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>18:59</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>23</itunes:episode><itunes:summary>Il colombre è una squalo misterioso e magico, nel solco della tradizione biblica. Guai a vederlo sulla scia della propria barca: il destino della persona presa di mira sarà segnato. E così accade a Stefano, protagonista del libro di Dino Buzzati intitolato proprio Il colombre. Un libro che racconta la quotidianità enigmatica e inquietante, l&apos;indecifrabilità del destino umano. Un libro che si adatta a questo strano tempo, come spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di pagine di letteratura.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Il naso di Cyrano de Bergerac</title><itunes:title>Il naso di Cyrano de Bergerac</itunes:title><description>&quot;Aveste avuto, altronde, l&apos;ingegno così fino / da potermi al cospetto dell&apos;inclita brigata / servirmi tutti i punti di questa cicalata, / non ne avreste nemmeno la metà proferito / del quarto d&apos;una sillaba, ché, come avete udito, / ho vena da servirmeli senz&apos;alcuna riserva, / ma non permetto affatto che un altro me li serva&quot;. Così si conclude il famoso monologo sul naso del Cyrano di Edmond Rostand, interpretato in Italia magistralmente da Gigi Proietti. A questo celebre testo il critico letterario Alberto Cavaglion dedica l&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, tracciando un collegamento tra il monologo e la cultura ebraica.&amp;nbsp;
</description><content:encoded><![CDATA[<p>"Aveste avuto, altronde, l'ingegno così fino / da potermi al cospetto dell'inclita brigata / servirmi tutti i punti di questa cicalata, / non ne avreste nemmeno la metà proferito / del quarto d'una sillaba, ché, come avete udito, / ho vena da servirmeli senz'alcuna riserva, / ma non permetto affatto che un altro me li serva". Così si conclude il famoso monologo sul naso del Cyrano di Edmond Rostand, interpretato in Italia magistralmente da Gigi Proietti. A questo celebre testo il critico letterario Alberto Cavaglion dedica l'ultima puntata di pagine di letteratura, tracciando un collegamento tra il monologo e la cultura ebraica.&nbsp;</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">5c2ecfdc-5c5b-4092-a5eb-f86742d36a39</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 17 Feb 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/c300a860-4293-4237-afa5-132bbed411c2/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-cyrano.mp3" length="37837965" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>19:33</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>22</itunes:episode><itunes:summary>&quot;Aveste avuto, altronde, l&apos;ingegno così fino / da potermi al cospetto dell&apos;inclita brigata / servirmi tutti i punti di questa cicalata, / non ne avreste nemmeno la metà proferito / del quarto d&apos;una sillaba, ché, come avete udito, / ho vena da servirmeli senz&apos;alcuna riserva, / ma non permetto affatto che un altro me li serva&quot;. Così si conclude il famoso monologo sul naso del Cyrano di Edmond Rostand, interpretato in Italia magistralmente da Gigi Proietti. A questo celebre testo il critico letterario Alberto Cavaglion dedica l&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, tracciando un collegamento tra il monologo e la cultura ebraica. </itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Marina Jarre, sulle tracce del padre</title><itunes:title>Marina Jarre, sulle tracce del padre</itunes:title><description>Nell&apos;Europa post 1989, Marina Jarre parte da Torino assieme al figlio. Destinazione Lettonia, patria del padre scomparso di cui vuole scoprire il destino. Un viaggio raccontato nel libro Ritorno in Lettonia, al centro della nuova puntata di pagine di letteratura con il critico Alberto Cavaglion.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Nell'Europa post 1989, Marina Jarre parte da Torino assieme al figlio. Destinazione Lettonia, patria del padre scomparso di cui vuole scoprire il destino. Un viaggio raccontato nel libro Ritorno in Lettonia, al centro della nuova puntata di pagine di letteratura con il critico Alberto Cavaglion.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">6ca8c405-3097-4808-b501-7823bb8372c2</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 03 Feb 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/73e1dc04-94db-44ba-93dd-1315ae1371fb/pagine-di-letteratura-jarre.mp3" length="48752064" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>25:09</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>21</itunes:episode><itunes:summary>Nell&apos;Europa post 1989, Marina Jarre parte da Torino assieme al figlio. Destinazione Lettonia, patria del padre scomparso di cui vuole scoprire il destino. Un viaggio raccontato nel libro Ritorno in Lettonia, al centro della nuova puntata di pagine di letteratura con il critico Alberto Cavaglion.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Il fascismo ci tolse Emanuele Artom</title><itunes:title>Il fascismo ci tolse Emanuele Artom</itunes:title><description>“Il fascismo non è una tegola cadutaci per caso sulla testa; è un effetto della apoliticità e quindi della immoralità civile del popolo italiano. Se non ci facciamo una coscienza politica non sapremo governarci, e un popolo che non sa governarsi cade necessariamente sotto il dominio straniero, o sotto la dittatura di uno dei suoi”, scriveva nel suo celebre Diario il partigiano ebreo torinese Emanuele Artom, catturato sulle montagne piemontesi e ucciso, a soli 28 anni, dai nazifascisti nel marzo del 1944. A lui è dedicata l&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, in cui il critico Alberto Cavaglion ricorda quanto la lucidità e le idee di Artom avrebbero potuto dare all&apos;Italia della ricostruzione.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Il fascismo non è una tegola cadutaci per caso sulla testa; è un effetto della apoliticità e quindi della immoralità civile del popolo italiano. Se non ci facciamo una coscienza politica non sapremo governarci, e un popolo che non sa governarsi cade necessariamente sotto il dominio straniero, o sotto la dittatura di uno dei suoi”, scriveva nel suo celebre Diario il partigiano ebreo torinese Emanuele Artom, catturato sulle montagne piemontesi e ucciso, a soli 28 anni, dai nazifascisti nel marzo del 1944. A lui è dedicata l'ultima puntata di pagine di letteratura, in cui il critico Alberto Cavaglion ricorda quanto la lucidità e le idee di Artom avrebbero potuto dare all'Italia della ricostruzione.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">6cfaa8b6-d402-4a41-a84b-681c3671a87d</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 06 Jan 2021 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/9b09d525-b0b4-4089-8a71-1db172445776/pagine-di-letteratura-19-alberto-cavaglion-su-emanuele-artom.mp3" length="59522258" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>30:42</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>20</itunes:episode><itunes:summary>“Il fascismo non è una tegola cadutaci per caso sulla testa; è un effetto della apoliticità e quindi della immoralità civile del popolo italiano. Se non ci facciamo una coscienza politica non sapremo governarci, e un popolo che non sa governarsi cade necessariamente sotto il dominio straniero, o sotto la dittatura di uno dei suoi”, scriveva nel suo celebre Diario il partigiano ebreo torinese Emanuele Artom, catturato sulle montagne piemontesi e ucciso, a soli 28 anni, dai nazifascisti nel marzo del 1944. A lui è dedicata l&apos;ultima puntata di pagine di letteratura, in cui il critico Alberto Cavaglion ricorda quanto la lucidità e le idee di Artom avrebbero potuto dare all&apos;Italia della ricostruzione.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Augusto Segre e l&apos;autobiografia da riscoprire</title><itunes:title>Augusto Segre e l&apos;autobiografia da riscoprire</itunes:title><description>&quot;Un libro che mette in scena, come fosse un copione teatrale, figure simboliche e tra loro contraddittore dell&apos;ebraismo del Novecento”. Così il critico letterario e storico Alberto Cavaglion descrive l&apos;autobiografia di Augusto Segre, “Memorie di vita ebraica: Casale Monferrato-Roma-Gerusalemme, 1918-1960”. Libro al centro della nuova puntata di pagine di letteratura, che, aggiunge Cavaglion, è “molto difficile da trovare oggi e questa è l&apos;occasione per fare un appello affinché possa essere ristampato. Sarebbe un servizio per la comunità&quot;.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>"Un libro che mette in scena, come fosse un copione teatrale, figure simboliche e tra loro contraddittore dell'ebraismo del Novecento”. Così il critico letterario e storico Alberto Cavaglion descrive l'autobiografia di Augusto Segre, “Memorie di vita ebraica: Casale Monferrato-Roma-Gerusalemme, 1918-1960”. Libro al centro della nuova puntata di pagine di letteratura, che, aggiunge Cavaglion, è “molto difficile da trovare oggi e questa è l'occasione per fare un appello affinché possa essere ristampato. Sarebbe un servizio per la comunità".</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">802ac77a-aa05-46d5-b137-f0c6903f7049</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/a122feaf-c1f1-42b7-978a-fda955e897ac/pagine-di-letteratura-augusto-segre.mp3" length="59033234" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>30:30</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>19</itunes:episode><itunes:summary>&quot;Un libro che mette in scena, come fosse un copione teatrale, figure simboliche e tra loro contraddittore dell&apos;ebraismo del Novecento”. Così il critico letterario e storico Alberto Cavaglion descrive l&apos;autobiografia di Augusto Segre, “Memorie di vita ebraica: Casale Monferrato-Roma-Gerusalemme, 1918-1960”. Libro al centro della nuova puntata di pagine di letteratura, che, aggiunge Cavaglion, è “molto difficile da trovare oggi e questa è l&apos;occasione per fare un appello affinché possa essere ristampato. Sarebbe un servizio per la comunità&quot;.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>L&apos;Elogio dell&apos;imperfezione di Rita Levi-Montalcini</title><itunes:title>L&apos;Elogio dell&apos;imperfezione di Rita Levi-Montalcini</itunes:title><description>“Al di là dei grandi meriti scientifici, vi è anche nascosto in Levi-Montalcini un grande talento narrativo, una grande capacità di scrittura. Una verve letteraria tipica di una stagione ebraica novecentesca che ha dato molti frutti strepitosi”. In questo caso, il frutto strepitoso di cui parla il critico Alberto Cavaglion, è Elogio dell&apos;imperfezione della celebre scienziata Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, al centro della puntata di oggi di pagine di letteratura. Un libro, introdotto dal bellissimo ritratto narrativo di Torino firmato dal pittore Giorgio De Chirico, in cui la scienziata racconta sia le sue scoperte sia i propri legami famigliari, in particolare quello con sorella gemella Paola.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Al di là dei grandi meriti scientifici, vi è anche nascosto in Levi-Montalcini un grande talento narrativo, una grande capacità di scrittura. Una verve letteraria tipica di una stagione ebraica novecentesca che ha dato molti frutti strepitosi”. In questo caso, il frutto strepitoso di cui parla il critico Alberto Cavaglion, è Elogio dell'imperfezione della celebre scienziata Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, al centro della puntata di oggi di pagine di letteratura. Un libro, introdotto dal bellissimo ritratto narrativo di Torino firmato dal pittore Giorgio De Chirico, in cui la scienziata racconta sia le sue scoperte sia i propri legami famigliari, in particolare quello con sorella gemella Paola.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">d9af863c-d482-4f11-a5bc-fd58231ab414</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Wed, 16 Dec 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/bd3fab29-17b0-4c8a-a55d-95bffbaef76f/pagine-di-letteratura-17-alberto-cavaglion-rita-levi-montalcini-elogio-dellimperfezione.mp3" length="72369839" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>37:22</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>18</itunes:episode><itunes:summary>“Al di là dei grandi meriti scientifici, vi è anche nascosto in Levi-Montalcini un grande talento narrativo, una grande capacità di scrittura. Una verve letteraria tipica di una stagione ebraica novecentesca che ha dato molti frutti strepitosi”. In questo caso, il frutto strepitoso di cui parla il critico Alberto Cavaglion, è Elogio dell&apos;imperfezione della celebre scienziata Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, al centro della puntata di oggi di pagine di letteratura. Un libro, introdotto dal bellissimo ritratto narrativo di Torino firmato dal pittore Giorgio De Chirico, in cui la scienziata racconta sia le sue scoperte sia i propri legami famigliari, in particolare quello con sorella gemella Paola.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Il Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo</title><itunes:title>Il Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo</itunes:title><description>“Una lunga riflessione autobiografica sulla condizione della vita che ha come oggetto un viaggio in treno”. Così il critico letterario Alberto Cavaglion descrive Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo, racconto incompiuto e incompleto del grande scrittore triestino, al centro di questa nuova puntata della rubrica pagine di letteratura.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Una lunga riflessione autobiografica sulla condizione della vita che ha come oggetto un viaggio in treno”. Così il critico letterario Alberto Cavaglion descrive Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo, racconto incompiuto e incompleto del grande scrittore triestino, al centro di questa nuova puntata della rubrica pagine di letteratura.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">88bd034c-4c02-493d-8c65-b81534900d92</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Thu, 03 Dec 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/efd3f5fb-5ebe-40dd-ae13-20714b02c76d/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-16-italo-svevo-corto-viaggio-sentimentale-converted.mp3" length="31932426" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>33:16</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>17</itunes:episode><itunes:summary>“Una lunga riflessione autobiografica sulla condizione della vita che ha come oggetto un viaggio in treno”. Così il critico letterario Alberto Cavaglion descrive Corto viaggio sentimentale di Italo Svevo, racconto incompiuto e incompleto del grande scrittore triestino, al centro di questa nuova puntata della rubrica pagine di letteratura.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Aldo Zargani, per violino solo</title><itunes:title>Aldo Zargani, per violino solo</itunes:title><description>“Rimasi folgorato da quella lettura. Non riuscii a staccarmi da quel libro. Fui subito convinto che l&apos;autore fosse in uno stato di grazia nel momento in cui lo scrisse. Uscì nel 1995 quando l&apos;Italia riscopriva le memorie delle leggi razziali, dell&apos;antisemitismo fascista, della Shoah. Era diverso da tutti gli altri. Era la storia di un ebreo italiano nel Novecento”. Il libro in questione è “Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua. 1938-1945”, di Aldo Zargani e a raccontare di esserne stato subito rapito è il critico letterario Alberto Cavaglion nella rubrica pagine di letteratura. A Zargani, recentemente scomparso, al suo umorismo, all&apos;indelebile segno lasciato da “Per violino solo” nella letteratura italiana è dunque dedicata la puntata di oggi.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Rimasi folgorato da quella lettura. Non riuscii a staccarmi da quel libro. Fui subito convinto che l'autore fosse in uno stato di grazia nel momento in cui lo scrisse. Uscì nel 1995 quando l'Italia riscopriva le memorie delle leggi razziali, dell'antisemitismo fascista, della Shoah. Era diverso da tutti gli altri. Era la storia di un ebreo italiano nel Novecento”. Il libro in questione è “Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua. 1938-1945”, di Aldo Zargani e a raccontare di esserne stato subito rapito è il critico letterario Alberto Cavaglion nella rubrica pagine di letteratura. A Zargani, recentemente scomparso, al suo umorismo, all'indelebile segno lasciato da “Per violino solo” nella letteratura italiana è dunque dedicata la puntata di oggi.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">d5a07522-3386-4e03-97c5-7630d6f83811</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Oct 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/cb97c91f-d5bb-461a-83a0-d31a37486c96/cavaglion-zargani.mp3" length="55889972" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>28:43</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>16</itunes:episode><itunes:summary>“Rimasi folgorato da quella lettura. Non riuscii a staccarmi da quel libro. Fui subito convinto che l&apos;autore fosse in uno stato di grazia nel momento in cui lo scrisse. Uscì nel 1995 quando l&apos;Italia riscopriva le memorie delle leggi razziali, dell&apos;antisemitismo fascista, della Shoah. Era diverso da tutti gli altri. Era la storia di un ebreo italiano nel Novecento”. Il libro in questione è “Per violino solo. La mia infanzia nell’Aldiqua. 1938-1945”, di Aldo Zargani e a raccontare di esserne stato subito rapito è il critico letterario Alberto Cavaglion nella rubrica pagine di letteratura. A Zargani, recentemente scomparso, al suo umorismo, all&apos;indelebile segno lasciato da “Per violino solo” nella letteratura italiana è dunque dedicata la puntata di oggi.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Singer, racconti che lasciano il segno</title><itunes:title>Singer, racconti che lasciano il segno</itunes:title><description>“Non si è più le stesse persone dopo essere passati attraverso i racconti di Isaac Bashevis Singer”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata della rubrica pagine di letteratura. Ed è proprio uno di questi racconti, “Colui che non era visto”, al centro della conversazione di questa sera con Cavaglion. Un&apos;occasione per scoprire Singer e la sua capacità di mettere in scena, attraverso i suoi personaggi, il misticismo ebraico.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Non si è più le stesse persone dopo essere passati attraverso i racconti di Isaac Bashevis Singer”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell'ultima puntata della rubrica pagine di letteratura. Ed è proprio uno di questi racconti, “Colui che non era visto”, al centro della conversazione di questa sera con Cavaglion. Un'occasione per scoprire Singer e la sua capacità di mettere in scena, attraverso i suoi personaggi, il misticismo ebraico.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">2530a32e-e23c-4de6-aa20-54071e6e93a7</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Tue, 06 Oct 2020 22:15:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/c25fdc75-9a36-4f2d-8b6f-8ff62d782ba4/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-singer.mp3" length="59599368" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>30:42</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>15</itunes:episode><itunes:summary>“Non si è più le stesse persone dopo essere passati attraverso i racconti di Isaac Bashevis Singer”, spiega il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata della rubrica pagine di letteratura. Ed è proprio uno di questi racconti, “Colui che non era visto”, al centro della conversazione di questa sera con Cavaglion. Un&apos;occasione per scoprire Singer e la sua capacità di mettere in scena, attraverso i suoi personaggi, il misticismo ebraico.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Sciascia e lo smemorato di Collegno</title><itunes:title>Sciascia e lo smemorato di Collegno</itunes:title><description>“Il 10 marzo del 1926, alle 9.50 il custode del cimitero israelitico di Torino, Tommaso Cibrario, vede un uomo d&apos;aspetto miserabile avviarsi frettoloso e guardingo verso l&apos;uscita. Poiché dai primi del mese basi funerarie di bronzo erano scomparse dalle tombe di quel cimitero, il custode ebbe il sospetto che quell&apos;uomo ne avesse appena trafugata una”. Da questo episodio, con protagonista il cosiddetto smemorato di Collegno, prende il via la riflessione-inchiesta di Leonardo Sciascia in Teatro della memoria (Adeplhi). Quali sono le implicazioni, secondo Sciascia, di questo avvenimento che prende il via nell&apos;antico cimitero ebraico di Torino e nel pieno della fascistizzazione dell&apos;Italia? Lo spiega il critico Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Il 10 marzo del 1926, alle 9.50 il custode del cimitero israelitico di Torino, Tommaso Cibrario, vede un uomo d'aspetto miserabile avviarsi frettoloso e guardingo verso l'uscita. Poiché dai primi del mese basi funerarie di bronzo erano scomparse dalle tombe di quel cimitero, il custode ebbe il sospetto che quell'uomo ne avesse appena trafugata una”. Da questo episodio, con protagonista il cosiddetto smemorato di Collegno, prende il via la riflessione-inchiesta di Leonardo Sciascia in <em>Teatro della memoria</em> (Adeplhi). Quali sono le implicazioni, secondo Sciascia, di questo avvenimento che prende il via nell'antico cimitero ebraico di Torino e nel pieno della fascistizzazione dell'Italia? Lo spiega il critico Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">9ba6ebcc-5d62-4d73-8e73-6b97ce33d156</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 14 Sep 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/974d85f4-3392-4c69-b0d3-3208746fb2dc/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-leonardo-sciascia.mp3" length="54670689" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>28:05</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>14</itunes:episode><itunes:summary>“Il 10 marzo del 1926, alle 9.50 il custode del cimitero israelitico di Torino, Tommaso Cibrario, vede un uomo d&apos;aspetto miserabile avviarsi frettoloso e guardingo verso l&apos;uscita. Poiché dai primi del mese basi funerarie di bronzo erano scomparse dalle tombe di quel cimitero, il custode ebbe il sospetto che quell&apos;uomo ne avesse appena trafugata una”. Da questo episodio, con protagonista il cosiddetto smemorato di Collegno, prende il via la riflessione-inchiesta di Leonardo Sciascia in Teatro della memoria (Adeplhi). Quali sono le implicazioni, secondo Sciascia, di questo avvenimento che prende il via nell&apos;antico cimitero ebraico di Torino e nel pieno della fascistizzazione dell&apos;Italia? Lo spiega il critico Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Un romanzo spettacolare</title><itunes:title>Un romanzo spettacolare</itunes:title><description>&quot;Una lettura che potrebbe spalancare finestre di spettacolarità. Un libro teatrale. Sembra di assistere ai duelli di amore e di spada comodamente adagiati nelle nostre poltrone”. Un romanzo storico che nulla ha da invidiare alle serie televisive e online tanto in voga in questi anni. Questa volta non sveliamo il titolo del libro al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion, ma diamo solo qualche indizio. Una scelta originale, fuori dagli schemi, che si comprende solo ascoltando l&apos;analisi di Cavaglion.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>"Una lettura che potrebbe spalancare finestre di spettacolarità. Un libro teatrale. Sembra di assistere ai duelli di amore e di spada comodamente adagiati nelle nostre poltrone”. Un romanzo storico che nulla ha da invidiare alle serie televisive e online tanto in voga in questi anni. Questa volta non sveliamo il titolo del libro al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion, ma diamo solo qualche indizio. Una scelta originale, fuori dagli schemi, che si comprende solo ascoltando l'analisi di Cavaglion.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">ec874342-5a16-451e-99e2-8c9ecd64e47f</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 07 Sep 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/551ea485-63c8-4d71-8d76-903187225934/pagine-di-letteratura-cavaglion-ivanhoe.mp3" length="48587043" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>25:01</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>13</itunes:episode><itunes:summary>&quot;Una lettura che potrebbe spalancare finestre di spettacolarità. Un libro teatrale. Sembra di assistere ai duelli di amore e di spada comodamente adagiati nelle nostre poltrone”. Un romanzo storico che nulla ha da invidiare alle serie televisive e online tanto in voga in questi anni. Questa volta non sveliamo il titolo del libro al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion, ma diamo solo qualche indizio. Una scelta originale, fuori dagli schemi, che si comprende solo ascoltando l&apos;analisi di Cavaglion.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Augusto Monti, insegnare l&apos;antifascismo</title><itunes:title>Augusto Monti, insegnare l&apos;antifascismo</itunes:title><description>Nonostante negli anni &apos;30 il liceo fosse in larga parte molto fascistizzato, ci furono professori in grado di trasmettere ai propri studenti quegli anticorpi necessari a combattere la dittatura. Tra questi, racconta Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura, Augusto Monti. “Professore del Liceo D&apos;Azeglio di Torino, Monti è stato un grande insegnante, un grande professore di lettere classiche e appartiene a quella generazione di professori che furono le guide spirituali del miglior antifascismo”. Monti l&apos;antifascismo lo insegnò sui banchi di scuola, accompagnando i suoi studenti a comprendere i grandi autori classici e la loro libertà di pensiero ma anche scrivendo di suo pugno racconti carichi di valori risorgimentali e al contempo lontani dalla retorica fascista. Tra questi racconti, Cavaglion rievoca in particolare Un savio natano monferrino, contenuto nella raccolta Iniqua mercede, pubblicato dalla casa editrice Ceschina nel 1935. Ispirato al celebre Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing, il racconto di Monti rappresenta una risposta al clima di antisemitismo sempre più pesante che si respira nell&apos;Italia fascista. Nel 1934 a Ponte Tresa vengono arrestati diversi antifascisti, molti sono ebrei: Sion Segre Amar, Leone Ginzburg, Mario Levi, e altri ancora. Il processo contro di loro fa esplodere la “questione ebraica”: “dopo Ponte Tresa abbiamo la prima avvisaglia della sorta di teorema che applicherà Mussolini: tutti gli ebrei sono antifascisti, tutti gli antifascisti sono ebrei”, spiega Cavaglion. In questo contesto, Monti scrive il suo racconto: un dialogo tra il padre e un celebre ebreo di Acqui, Graziadio Debenedetti. Quest&apos;ultimo ebbe una parte importante nella vita dei Monti: salvò il padre di Augusto dal tracollo economico e diventò, per il futuro professore del D&apos;Azeglio, l&apos;esponente “di una diversità che ha reso possibile la salvezza della sua famiglia”. Il racconto Un savio natano monferrino è una difesa di questa diversità, della libertà di religione, una contestazione del clima di antisemitismo dell&apos;Italia di allora nonché una sintesi di storia dell&apos;ebraismo in Piemonte. Un racconto da leggere e da ascoltare di un professore che ebbe il coraggio di mettere nero su bianco la sua posizione contro la retorica fascista. 
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante negli anni '30 il liceo fosse in larga parte molto fascistizzato, ci furono professori in grado di trasmettere ai propri studenti quegli anticorpi necessari a combattere la dittatura. Tra questi, racconta Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura, Augusto Monti. “Professore del Liceo D'Azeglio di Torino, Monti è stato un grande insegnante, un grande professore di lettere classiche e appartiene a quella generazione di professori che furono le guide spirituali del miglior antifascismo”. Monti l'antifascismo lo insegnò sui banchi di scuola, accompagnando i suoi studenti a comprendere i grandi autori classici e la loro libertà di pensiero ma anche scrivendo di suo pugno racconti carichi di valori risorgimentali e al contempo lontani dalla retorica fascista. Tra questi racconti, Cavaglion rievoca in particolare Un savio natano monferrino, contenuto nella raccolta Iniqua mercede, pubblicato dalla casa editrice Ceschina nel 1935. Ispirato al celebre Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing, il racconto di Monti rappresenta una risposta al clima di antisemitismo sempre più pesante che si respira nell'Italia fascista. Nel 1934 a Ponte Tresa vengono arrestati diversi antifascisti, molti sono ebrei: Sion Segre Amar, Leone Ginzburg, Mario Levi, e altri ancora. Il processo contro di loro fa esplodere la “questione ebraica”: “dopo Ponte Tresa abbiamo la prima avvisaglia della sorta di teorema che applicherà Mussolini: tutti gli ebrei sono antifascisti, tutti gli antifascisti sono ebrei”, spiega Cavaglion. In questo contesto, Monti scrive il suo racconto: un dialogo tra il padre e un celebre ebreo di Acqui, Graziadio Debenedetti. Quest'ultimo ebbe una parte importante nella vita dei Monti: salvò il padre di Augusto dal tracollo economico e diventò, per il futuro professore del D'Azeglio, l'esponente “di una diversità che ha reso possibile la salvezza della sua famiglia”. Il racconto Un savio natano monferrino è una difesa di questa diversità, della libertà di religione, una contestazione del clima di antisemitismo dell'Italia di allora nonché una sintesi di storia dell'ebraismo in Piemonte. Un racconto da leggere e da ascoltare di un professore che ebbe il coraggio di mettere nero su bianco la sua posizione contro la retorica fascista. </p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">88412743-421a-49f7-bceb-c82031761e01</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Aug 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/1c62dbef-1d02-41a0-8bb1-f68e3a23677b/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-10-augusto-monti.mp3" length="65642521" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>33:44</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>12</itunes:episode><itunes:summary>Nonostante negli anni &apos;30 il liceo fosse in larga parte molto fascistizzato, ci furono professori in grado di trasmettere ai propri studenti quegli anticorpi necessari a combattere la dittatura. Tra questi, racconta Alberto Cavaglion nella nuova puntata di pagine di letteratura, Augusto Monti. “Professore del Liceo D&apos;Azeglio di Torino, Monti è stato un grande insegnante, un grande professore di lettere classiche e appartiene a quella generazione di professori che furono le guide spirituali del miglior antifascismo”. Monti l&apos;antifascismo lo insegnò sui banchi di scuola, accompagnando i suoi studenti a comprendere i grandi autori classici e la loro libertà di pensiero ma anche scrivendo di suo pugno racconti carichi di valori risorgimentali e al contempo lontani dalla retorica fascista. Tra questi racconti, Cavaglion rievoca in particolare Un savio natano monferrino, contenuto nella raccolta Iniqua mercede, pubblicato dalla casa editrice Ceschina nel 1935. Ispirato al celebre Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing, il racconto di Monti rappresenta una risposta al clima di antisemitismo sempre più pesante che si respira nell&apos;Italia fascista. Nel 1934 a Ponte Tresa vengono arrestati diversi antifascisti, molti sono ebrei: Sion Segre Amar, Leone Ginzburg, Mario Levi, e altri ancora. Il processo contro di loro fa esplodere la “questione ebraica”: “dopo Ponte Tresa abbiamo la prima avvisaglia della sorta di teorema che applicherà Mussolini: tutti gli ebrei sono antifascisti, tutti gli antifascisti sono ebrei”, spiega Cavaglion. In questo contesto, Monti scrive il suo racconto: un dialogo tra il padre e un celebre ebreo di Acqui, Graziadio Debenedetti. Quest&apos;ultimo ebbe una parte importante nella vita dei Monti: salvò il padre di Augusto dal tracollo economico e diventò, per il futuro professore del D&apos;Azeglio, l&apos;esponente “di una diversità che ha reso possibile la salvezza della sua famiglia”. Il racconto Un savio natano monferrino è una difesa di questa diversità, della libertà di religione, una contestazione del clima di antisemitismo dell&apos;Italia di allora nonché una sintesi di storia dell&apos;ebraismo in Piemonte. Un racconto da leggere e da ascoltare di un professore che ebbe il coraggio di mettere nero su bianco la sua posizione contro la retorica fascista.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Meneghello e la condizione del dispatrio</title><itunes:title>Meneghello e la condizione del dispatrio</itunes:title><description>Di Luigi Meneghello (1922-2007) sono noti soprattutto altri scritti. Come I piccoli maestri, straordinaria testimonianza autobiografica della Resistenza. Nel nuovo appuntamento con &quot;pagine di letteratura&quot; Alberto Cavaglion focalizza l&apos;attenzione però soprattutto su un altro libro, meno conosciuto: Il dispatrio.&amp;nbsp;
Una riflessione profonda su cosa significa amare il proprio Paese, ma avere anche il bisogno urgente di lasciarlo. Di trovare altrove le proprie soddisfazioni. Come fece Meneghello, legatissimo al Veneto, all&apos;altipiano, alle terre in cui crebbe e in cui si distinse anche come combattente partigiano. Ma costretto alla scelta inevitabile di varcare nuovi confini per affermarsi in campo accademico. Nel suo caso a Reading, in Inghilterra.&amp;nbsp;
Un taccuino importante, ricco di aneddoti e spunti. Anche nel segno dell&apos;unione con Katia Bleier, sua compagna di vita, un&apos;ebrea jugoslava sopravvissuta all&apos;inferno di Auschwitz. 
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Di Luigi Meneghello (1922-2007) sono noti soprattutto altri scritti. Come I piccoli maestri, straordinaria testimonianza autobiografica della Resistenza. Nel nuovo appuntamento con "pagine di letteratura" Alberto Cavaglion focalizza l'attenzione però soprattutto su un altro libro, meno conosciuto: Il dispatrio.&nbsp;</p><p>Una riflessione profonda su cosa significa amare il proprio Paese, ma avere anche il bisogno urgente di lasciarlo. Di trovare altrove le proprie soddisfazioni. Come fece Meneghello, legatissimo al Veneto, all'altipiano, alle terre in cui crebbe e in cui si distinse anche come combattente partigiano. Ma costretto alla scelta inevitabile di varcare nuovi confini per affermarsi in campo accademico. Nel suo caso a Reading, in Inghilterra.&nbsp;</p><p>Un taccuino importante, ricco di aneddoti e spunti. Anche nel segno dell'unione con Katia Bleier, sua compagna di vita, un'ebrea jugoslava sopravvissuta all'inferno di Auschwitz. </p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">1b00df9a-87ca-41f9-8f8d-951c35db0ad1</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 17 Aug 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/a86fb6f2-1cab-422b-8dbb-fe30f4a27d3a/il-dispatrio-audio.mp3" length="41703637" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>21:22</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>11</itunes:episode><itunes:summary>Di Luigi Meneghello (1922-2007) sono noti soprattutto altri scritti. Come I piccoli maestri, straordinaria testimonianza autobiografica della Resistenza. Nel nuovo appuntamento con &quot;pagine di letteratura&quot; Alberto Cavaglion focalizza l&apos;attenzione però soprattutto su un altro libro, meno conosciuto: Il dispatrio. 
Una riflessione profonda su cosa significa amare il proprio Paese, ma avere anche il bisogno urgente di lasciarlo. Di trovare altrove le proprie soddisfazioni. Come fece Meneghello, legatissimo al Veneto, all&apos;altipiano, alle terre in cui crebbe e in cui si distinse anche come combattente partigiano. Ma costretto alla scelta inevitabile di varcare nuovi confini per affermarsi in campo accademico. Nel suo caso a Reading, in Inghilterra. 
Un taccuino importante, ricco di aneddoti e spunti. Anche nel segno dell&apos;unione con Katia Bleier, sua compagna di vita, un&apos;ebrea jugoslava sopravvissuta all&apos;inferno di Auschwitz.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Giorgio Voghera, un autore da riscoprire</title><itunes:title>Giorgio Voghera, un autore da riscoprire</itunes:title><description>Riprendere in mano i libri di Giorgio Voghera, a partire da Quaderno d&apos;Israele, per scoprire un autore poco noto al grande pubblico ma importante nella storia della letteratura italiana del Novecento. Attorno a questo invito gravita l&apos;ultima puntata di “pagine e letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion. Un episodio dedicato a ricordare lo scrittore triestino, il suo lavoro e il suo essere un personaggio fuori dal comune. Cavaglion ricorda di averlo incontrato seduto al Caffé San Marco di Trieste, dove trascorreva lunga parte delle sue giornate e accoglieva gli studenti desiderosi di conversare con lui, gli amici, i conoscenti. “Per tutti aveva una parola di saggezza, poi accompagnata da un lungo e attento scambio epistolare: io conservo gelosamente delle lettere che batteva a macchina da scrivere dopo quei nostri incontri – racconta Cavaglion – rispondendo in ritardo ai quesiti a cui non aveva saputo rispondere a voce”. Voghera, ricorda ancora Cavaglion, “era noto per il suo cosmico pessimismo, una vena di scetticismo che lo caratterizzava e che caratterizzerà anche il suo rapporto con il sionismo e con il periodo trascorso in un Kibbutz durante la guerra”. “È stato – aggiunge il critico letterario - uno scrittore di molti libri segnato però dalla sfortuna editoriale: i libri sono oggi difficilissimi da trovare e sono tanti anni che non vengono ristampati”. Un motivo in più per scoprire il segno lasciato da Giorgio Voghera nella nostra cultura attraverso la puntata di oggi e andando magari a caccia dei suoi libri.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Riprendere in mano i libri di Giorgio Voghera, a partire da Quaderno d'Israele, per scoprire un autore poco noto al grande pubblico ma importante nella storia della letteratura italiana del Novecento. Attorno a questo invito gravita l'ultima puntata di “pagine e letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion. Un episodio dedicato a ricordare lo scrittore triestino, il suo lavoro e il suo essere un personaggio fuori dal comune. Cavaglion ricorda di averlo incontrato seduto al Caffé San Marco di Trieste, dove trascorreva lunga parte delle sue giornate e accoglieva gli studenti desiderosi di conversare con lui, gli amici, i conoscenti. “Per tutti aveva una parola di saggezza, poi accompagnata da un lungo e attento scambio epistolare: io conservo gelosamente delle lettere che batteva a macchina da scrivere dopo quei nostri incontri – racconta Cavaglion – rispondendo in ritardo ai quesiti a cui non aveva saputo rispondere a voce”. Voghera, ricorda ancora Cavaglion, “era noto per il suo cosmico pessimismo, una vena di scetticismo che lo caratterizzava e che caratterizzerà anche il suo rapporto con il sionismo e con il periodo trascorso in un Kibbutz durante la guerra”. “È stato – aggiunge il critico letterario - uno scrittore di molti libri segnato però dalla sfortuna editoriale: i libri sono oggi difficilissimi da trovare e sono tanti anni che non vengono ristampati”. Un motivo in più per scoprire il segno lasciato da Giorgio Voghera nella nostra cultura attraverso la puntata di oggi e andando magari a caccia dei suoi libri.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">f0fbd6ef-0359-488f-a1f2-6e6dad8511df</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 10 Aug 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/352e5a70-e1de-4055-8006-e50412d08c8f/pagine-di-letteratura-cavaglion-giorgio-voghera.mp3" length="53482371" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>27:25</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>10</itunes:episode><itunes:summary>Riprendere in mano i libri di Giorgio Voghera, a partire da Quaderno d&apos;Israele, per scoprire un autore poco noto al grande pubblico ma importante nella storia della letteratura italiana del Novecento. Attorno a questo invito gravita l&apos;ultima puntata di “pagine e letteratura” con protagonista il critico letterario Alberto Cavaglion. Un episodio dedicato a ricordare lo scrittore triestino, il suo lavoro e il suo essere un personaggio fuori dal comune. Cavaglion ricorda di averlo incontrato seduto al Caffé San Marco di Trieste, dove trascorreva lunga parte delle sue giornate e accoglieva gli studenti desiderosi di conversare con lui, gli amici, i conoscenti. “Per tutti aveva una parola di saggezza, poi accompagnata da un lungo e attento scambio epistolare: io conservo gelosamente delle lettere che batteva a macchina da scrivere dopo quei nostri incontri – racconta Cavaglion – rispondendo in ritardo ai quesiti a cui non aveva saputo rispondere a voce”. Voghera, ricorda ancora Cavaglion, “era noto per il suo cosmico pessimismo, una vena di scetticismo che lo caratterizzava e che caratterizzerà anche il suo rapporto con il sionismo e con il periodo trascorso in un Kibbutz durante la guerra”. “È stato – aggiunge il critico letterario - uno scrittore di molti libri segnato però dalla sfortuna editoriale: i libri sono oggi difficilissimi da trovare e sono tanti anni che non vengono ristampati”. Un motivo in più per scoprire il segno lasciato da Giorgio Voghera nella nostra cultura attraverso la puntata di oggi e andando magari a caccia dei suoi libri.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Una Roma da scoprire con Emanuele Trevi</title><itunes:title>Una Roma da scoprire con Emanuele Trevi</itunes:title><description>“La voce di Emanuele Trevi ci porta in questa Roma per lui così importante, ci fa conoscere personaggi interessanti come Cesare Garboli, come Amelia Rosselli, come Pietro Metastasio, Arturo Patten. Il fascino di questo libro è, parafrasando Benjamin, che è un vagabondaggio dentro una città in cui, come fosse un narratore di strada, lo scrittore vi fa scoprire luoghi, vi racconta personaggi e allo stesso tempo vi racconta se stesso, le proprie passioni, incertezze, i suoi sentimenti”. Dalla sua biblioteca questa settimana l&apos;agente letterario Marco Vigevani tira giù per i lettori e ascoltatori della rubrica “pagine di letteratura” il libro di Emanuele Trevi Sogni e favole (Ponte alle Grazie). Un volume, spiega Vigevani, che apre tante e diverse porte sulla Roma alta della cultura così come su quella più popolare. Un viaggio letterario che, in queste settimane in cui ci si muove di meno, rappresenta un&apos;opportunità per scoprire leggendo.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“La voce di Emanuele Trevi ci porta in questa Roma per lui così importante, ci fa conoscere personaggi interessanti come Cesare Garboli, come Amelia Rosselli, come Pietro Metastasio, Arturo Patten. Il fascino di questo libro è, parafrasando Benjamin, che è un vagabondaggio dentro una città in cui, come fosse un narratore di strada, lo scrittore vi fa scoprire luoghi, vi racconta personaggi e allo stesso tempo vi racconta se stesso, le proprie passioni, incertezze, i suoi sentimenti”. Dalla sua biblioteca questa settimana l'agente letterario Marco Vigevani tira giù per i lettori e ascoltatori della rubrica “pagine di letteratura” il libro di Emanuele Trevi Sogni e favole (Ponte alle Grazie). Un volume, spiega Vigevani, che apre tante e diverse porte sulla Roma alta della cultura così come su quella più popolare. Un viaggio letterario che, in queste settimane in cui ci si muove di meno, rappresenta un'opportunità per scoprire leggendo.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">08992b08-bae9-4bb4-bc67-8360a030bd36</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 03 Aug 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/5adf7986-9376-4915-a6c1-a238186a9abf/pagine-di-letteratura-marco-vigevani-3-emanuele-trevi-favole-e-sogni.mp3" length="29860445" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>15:16</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>9</itunes:episode><itunes:summary>“La voce di Emanuele Trevi ci porta in questa Roma per lui così importante, ci fa conoscere personaggi interessanti come Cesare Garboli, come Amelia Rosselli, come Pietro Metastasio, Arturo Patten. Il fascino di questo libro è, parafrasando Benjamin, che è un vagabondaggio dentro una città in cui, come fosse un narratore di strada, lo scrittore vi fa scoprire luoghi, vi racconta personaggi e allo stesso tempo vi racconta se stesso, le proprie passioni, incertezze, i suoi sentimenti”. Dalla sua biblioteca questa settimana l&apos;agente letterario Marco Vigevani tira giù per i lettori e ascoltatori della rubrica “pagine di letteratura” il libro di Emanuele Trevi Sogni e favole (Ponte alle Grazie). Un volume, spiega Vigevani, che apre tante e diverse porte sulla Roma alta della cultura così come su quella più popolare. Un viaggio letterario che, in queste settimane in cui ci si muove di meno, rappresenta un&apos;opportunità per scoprire leggendo.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Come Saba ispirò Ginzburg, Bassani e Levi</title><itunes:title>Come Saba ispirò Ginzburg, Bassani e Levi</itunes:title><description>Umberto Saba è indiscutibilmente uno dei massimi poeti del Novecento. L&apos;invito di Alberto Cavaglion è però anche a riscoprirne la prosa e in particolare una raccolta, Ricordi - Racconti (1910-1947), pubblicata nel 1956 da Mondadori con prefazioni di Guido Piovene e Carlo Levi. Una testimonianza d&apos;affetto, nostalgica, del piccolo mondo dei commerci in cui la Trieste ebraica del suo tempo fu protagonista. Anche l&apos;antico Ghetto, affrescato in poche ma intense pagine, compare nel libro. Così come Samuel David Luzzatto, il grande Shadal, da cui discendeva per parte di madre. Pagine struggenti che avrebbero fatto di questa raccolta più di punto di riferimento per tanti altri autori che si sarebbero cimentati, ai massimi livelli, con le memorie di famiglia e d&apos;identità.&amp;nbsp;
&quot;Senza questo libro - sottolinea Cavaglion nel nuovo appuntamento della rubrica Pagine di letteratura - non ci sarebbero stati né Lessico Famigliare, né Giardino dei Finzi-Contini. E forse anche Argon, il primo capitolo de Il sistema periodico, non sarebbe nato. O almeno non sarebbe stato concepito in questo modo&quot;.
L&apos;invito è anche a leggere i due testi introduttivi. Sia quello di Levi, che racconta la preistoria di queste memoria. Sia quello di Piovene, che aveva molto da farsi perdonare dopo la professione di antisemitismo del 1938. 
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Umberto Saba è indiscutibilmente uno dei massimi poeti del Novecento. L'invito di Alberto Cavaglion è però anche a riscoprirne la prosa e in particolare una raccolta, Ricordi - Racconti (1910-1947), pubblicata nel 1956 da Mondadori con prefazioni di Guido Piovene e Carlo Levi. Una testimonianza d'affetto, nostalgica, del piccolo mondo dei commerci in cui la Trieste ebraica del suo tempo fu protagonista. Anche l'antico Ghetto, affrescato in poche ma intense pagine, compare nel libro. Così come Samuel David Luzzatto, il grande Shadal, da cui discendeva per parte di madre. Pagine struggenti che avrebbero fatto di questa raccolta più di punto di riferimento per tanti altri autori che si sarebbero cimentati, ai massimi livelli, con le memorie di famiglia e d'identità.&nbsp;</p><p>"Senza questo libro - sottolinea Cavaglion nel nuovo appuntamento della rubrica Pagine di letteratura - non ci sarebbero stati né Lessico Famigliare, né Giardino dei Finzi-Contini. E forse anche Argon, il primo capitolo de Il sistema periodico, non sarebbe nato. O almeno non sarebbe stato concepito in questo modo".</p><p>L'invito è anche a leggere i due testi introduttivi. Sia quello di Levi, che racconta la preistoria di queste memoria. Sia quello di Piovene, che aveva molto da farsi perdonare dopo la professione di antisemitismo del 1938. </p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">cfef8c4a-070a-4615-b357-d2e6cc35e319</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 27 Jul 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/d2fce620-c6c0-4766-8fa5-2337268a7a84/pagine-di-letteratura-saba-e-le-memorie-ebraiche.mp3" length="53006950" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>27:18</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>8</itunes:episode><itunes:summary>Umberto Saba è indiscutibilmente uno dei massimi poeti del Novecento. L&apos;invito di Alberto Cavaglion è però anche a riscoprirne la prosa e in particolare una raccolta, Ricordi - Racconti (1910-1947), pubblicata nel 1956 da Mondadori con prefazioni di Guido Piovene e Carlo Levi. Una testimonianza d&apos;affetto, nostalgica, del piccolo mondo dei commerci in cui la Trieste ebraica del suo tempo fu protagonista. Anche l&apos;antico Ghetto, affrescato in poche ma intense pagine, compare nel libro. Così come Samuel David Luzzatto, il grande Shadal, da cui discendeva per parte di madre. Pagine struggenti che avrebbero fatto di questa raccolta più di punto di riferimento per tanti altri autori che si sarebbero cimentati, ai massimi livelli, con le memorie di famiglia e d&apos;identità. 
&quot;Senza questo libro - sottolinea Cavaglion nel nuovo appuntamento della rubrica Pagine di letteratura - non ci sarebbero stati né Lessico Famigliare, né Giardino dei Finzi-Contini. E forse anche Argon, il primo capitolo de Il sistema periodico, non sarebbe nato. O almeno non sarebbe stato concepito in questo modo&quot;.
L&apos;invito è anche a leggere i due testi introduttivi. Sia quello di Levi, che racconta la preistoria di queste memoria. Sia quello di Piovene, che aveva molto da farsi perdonare dopo la professione di antisemitismo del 1938.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Tolstoj e la &quot;ripugnante&quot; sonata a Kreutzer</title><itunes:title>Tolstoj e la &quot;ripugnante&quot; sonata a Kreutzer</itunes:title><description>“Un classico molto anomalo perché in qualche modo ripugnante”. Così l&apos;agente letterario Marco Vigevani presenta La sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, scelto come libro da proporre per la nuova puntata della rubrica “pagine di letteratura”. “Quest&apos;opera ci propone una visione del mondo lontana dalla nostra. Credo sia importante fare letture di questo tipo con opinioni per noi scandalose, che non ci lisciano il pelo: anzi, La sonata a Kreutzer è un libro che va assolutamente contro tutte le nostre idee”, spiega Vigevani, invitando gli ascoltatori a riprendere in mano l&apos;opera di Tolstoj, magari mettendo nel mentre come sottofondo Sonata per pianoforte e violino n. 9 di Ludwig van Beethoven, nota appunto come Sonata a Kreutzer (dedicata dal grande compositore tedesco al direttore d&apos;orchestra francese Rodolphe Kreutzer).
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Un classico molto anomalo perché in qualche modo ripugnante”. Così l'agente letterario Marco Vigevani presenta La sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, scelto come libro da proporre per la nuova puntata della rubrica “pagine di letteratura”. “Quest'opera ci propone una visione del mondo lontana dalla nostra. Credo sia importante fare letture di questo tipo con opinioni per noi scandalose, che non ci lisciano il pelo: anzi, La sonata a Kreutzer è un libro che va assolutamente contro tutte le nostre idee”, spiega Vigevani, invitando gli ascoltatori a riprendere in mano l'opera di Tolstoj, magari mettendo nel mentre come sottofondo Sonata per pianoforte e violino n. 9 di Ludwig van Beethoven, nota appunto come Sonata a Kreutzer (dedicata dal grande compositore tedesco al direttore d'orchestra francese Rodolphe Kreutzer).</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">11a82815-c774-47ae-ac32-41fa40300ed0</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 20 Jul 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/c7f5b2e7-c22f-4763-98b2-977abbc85a05/pagine-di-letteratura-marco-vigevani-2-tolstoj-la-sonata-a-kreutzer.mp3" length="31210335" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>16:01</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>7</itunes:episode><itunes:summary>“Un classico molto anomalo perché in qualche modo ripugnante”. Così l&apos;agente letterario Marco Vigevani presenta La sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj, scelto come libro da proporre per la nuova puntata della rubrica “pagine di letteratura”. “Quest&apos;opera ci propone una visione del mondo lontana dalla nostra. Credo sia importante fare letture di questo tipo con opinioni per noi scandalose, che non ci lisciano il pelo: anzi, La sonata a Kreutzer è un libro che va assolutamente contro tutte le nostre idee”, spiega Vigevani, invitando gli ascoltatori a riprendere in mano l&apos;opera di Tolstoj, magari mettendo nel mentre come sottofondo Sonata per pianoforte e violino n. 9 di Ludwig van Beethoven, nota appunto come Sonata a Kreutzer (dedicata dal grande compositore tedesco al direttore d&apos;orchestra francese Rodolphe Kreutzer).</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Da Formiggini a Vita-Finzi, la parodia è una cosa seria</title><itunes:title>Da Formiggini a Vita-Finzi, la parodia è una cosa seria</itunes:title><description>Negli anni &apos;20 del Novecento un imprenditore ed editore modenese brillante e fuori dagli schemi come Angelo Fortunato Formiggini - le cui energie saranno concentrate nel dare valore alla storia del comico – incarica un altro ebreo italiano, il diplomatico e giornalista Paolo Vita-Finzi, di realizzare una contro-storia della letteratura italiana. Attraverso la forma della parodia, Vita-Finzi riscrive a suo modo i grandi autori dell&apos;Ottocento e del Novecento italiano, da D&apos;Annunzio a Pirandello. L&apos;opera, già dalla sua prima edizione del 1927, è un successo e Vita-Finzi continuerà il suo lavoro anche dopo la tragedia che colpirà il suo editore, Formiggini, che arriverà al gesto estremo di togliersi la vita a causa della persecuzione fascista. A spiegare il ruolo della parodia e il suo legame con l&apos;Italia ebraica dell&apos;Ottocento e Novecento, il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata della rubrica “pagine di letteratura”. La verità non si può imitare, tutto il resto sì, affermava Vita Finzi. 
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni '20 del Novecento un imprenditore ed editore modenese brillante e fuori dagli schemi come Angelo Fortunato Formiggini - le cui energie saranno concentrate nel dare valore alla storia del comico – incarica un altro ebreo italiano, il diplomatico e giornalista Paolo Vita-Finzi, di realizzare una contro-storia della letteratura italiana. Attraverso la forma della parodia, Vita-Finzi riscrive a suo modo i grandi autori dell'Ottocento e del Novecento italiano, da D'Annunzio a Pirandello. L'opera, già dalla sua prima edizione del 1927, è un successo e Vita-Finzi continuerà il suo lavoro anche dopo la tragedia che colpirà il suo editore, Formiggini, che arriverà al gesto estremo di togliersi la vita a causa della persecuzione fascista. A spiegare il ruolo della parodia e il suo legame con l'Italia ebraica dell'Ottocento e Novecento, il critico letterario Alberto Cavaglion nell'ultima puntata della rubrica “pagine di letteratura”. La verità non si può imitare, tutto il resto sì, affermava Vita Finzi. </p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">884b39e4-f899-48ff-bcd4-836694e154e9</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 13 Jul 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/c4a5555c-d1e3-4137-9130-a2b086cbae79/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-5-paolo-vita-finzi-e-angelo-fortunato-formiggini.mp3" length="55134802" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>28:17</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>6</itunes:episode><itunes:summary>Negli anni &apos;20 del Novecento un imprenditore ed editore modenese brillante e fuori dagli schemi come Angelo Fortunato Formiggini - le cui energie saranno concentrate nel dare valore alla storia del comico – incarica un altro ebreo italiano, il diplomatico e giornalista Paolo Vita-Finzi, di realizzare una contro-storia della letteratura italiana. Attraverso la forma della parodia, Vita-Finzi riscrive a suo modo i grandi autori dell&apos;Ottocento e del Novecento italiano, da D&apos;Annunzio a Pirandello. L&apos;opera, già dalla sua prima edizione del 1927, è un successo e Vita-Finzi continuerà il suo lavoro anche dopo la tragedia che colpirà il suo editore, Formiggini, che arriverà al gesto estremo di togliersi la vita a causa della persecuzione fascista. A spiegare il ruolo della parodia e il suo legame con l&apos;Italia ebraica dell&apos;Ottocento e Novecento, il critico letterario Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata della rubrica “pagine di letteratura”. La verità non si può imitare, tutto il resto sì, affermava Vita Finzi.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>L&apos;Isola d&apos;Arturo, riscoprire Elsa Morante</title><itunes:title>L&apos;Isola d&apos;Arturo, riscoprire Elsa Morante</itunes:title><description>C&apos;è una battuta che circola in merito ad Elsa Morante e Alberto Moravia attribuita ad un ambasciatore italiano a Londra. Nel presentare ai propri convitati i due - all&apos;epoca compagni nella vita – il diplomatico, creando grande scalpore tra i presenti, dichiarò: “Vi presento Moravia, marito della più grande scrittrice italiana”. Gli ospiti raccontarono dello sguardo tetro di Moravia “che si pavoneggiava con grande libertà e pensava di essere lui il più grande scrittore di tutti i tempi e mai più immaginava che un raffinato diplomatico avesse probabilmente colto nel segno”, spiega Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di “pagine di letteratura”, utilizzando l&apos;aneddoto per far comprendere il valore letterario della Morante. Non solo, secondo il critico e storico un&apos;altra considerazione deve essere aggiunta: “La Morante è stata la più grane scrittrice ebrea del XX secolo”. Il perché Cavaglion lo spiega nel corso della puntata in cui si sofferma sul celebre libro L&apos;isola di Arturo ma anche sul dialogo a tre tra la stessa Morante, Umberto Saba e Giacomo De Benedetti. Un&apos;occasione per aprire ulteriori spazi di riflessione sull&apos;intreccio tra identità, letteratura per l&apos;infanzia, maternità ed ebraismo.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>C'è una battuta che circola in merito ad Elsa Morante e Alberto Moravia attribuita ad un ambasciatore italiano a Londra. Nel presentare ai propri convitati i due - all'epoca compagni nella vita – il diplomatico, creando grande scalpore tra i presenti, dichiarò: “Vi presento Moravia, marito della più grande scrittrice italiana”. Gli ospiti raccontarono dello sguardo tetro di Moravia “che si pavoneggiava con grande libertà e pensava di essere lui il più grande scrittore di tutti i tempi e mai più immaginava che un raffinato diplomatico avesse probabilmente colto nel segno”, spiega Alberto Cavaglion nell'ultima puntata di “pagine di letteratura”, utilizzando l'aneddoto per far comprendere il valore letterario della Morante. Non solo, secondo il critico e storico un'altra considerazione deve essere aggiunta: “La Morante è stata la più grane scrittrice ebrea del XX secolo”. Il perché Cavaglion lo spiega nel corso della puntata in cui si sofferma sul celebre libro <em>L'isola di Arturo</em> ma anche sul dialogo a tre tra la stessa Morante, Umberto Saba e Giacomo De Benedetti. Un'occasione per aprire ulteriori spazi di riflessione sull'intreccio tra identità, letteratura per l'infanzia, maternità ed ebraismo.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">5626ecd9-459e-41fd-9cbe-b3a7b9bac982</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 06 Jul 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/ee712c7a-7c3a-41c7-ad77-a4b3b477f1ff/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-4-elsa-morante-lisola-di-arturo.mp3" length="67958392" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>34:51</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:summary>C&apos;è una battuta che circola in merito ad Elsa Morante e Alberto Moravia attribuita ad un ambasciatore italiano a Londra. Nel presentare ai propri convitati i due - all&apos;epoca compagni nella vita – il diplomatico, creando grande scalpore tra i presenti, dichiarò: “Vi presento Moravia, marito della più grande scrittrice italiana”. Gli ospiti raccontarono dello sguardo tetro di Moravia “che si pavoneggiava con grande libertà e pensava di essere lui il più grande scrittore di tutti i tempi e mai più immaginava che un raffinato diplomatico avesse probabilmente colto nel segno”, spiega Alberto Cavaglion nell&apos;ultima puntata di “pagine di letteratura”, utilizzando l&apos;aneddoto per far comprendere il valore letterario della Morante. Non solo, secondo il critico e storico un&apos;altra considerazione deve essere aggiunta: “La Morante è stata la più grane scrittrice ebrea del XX secolo”. Il perché Cavaglion lo spiega nel corso della puntata in cui si sofferma sul celebre libro L&apos;isola di Arturo ma anche sul dialogo a tre tra la stessa Morante, Umberto Saba e Giacomo De Benedetti. Un&apos;occasione per aprire ulteriori spazi di riflessione sull&apos;intreccio tra identità, letteratura per l&apos;infanzia, maternità ed ebraismo.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Georges Perec, istruzioni per vivere meglio</title><itunes:title>Georges Perec, istruzioni per vivere meglio</itunes:title><description>“È come leggere cento romanzi in uno. È un poema sinfonico sulla storia umana, che ti avvolge e che ad un certo punto non ti lascia più. Attraverso le storie dei suoi personaggi Perec ci fornisce le istruzioni per vivere meglio e da qui il titolo del libro”, spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion presentando la sua ultima scelta per la rubrica “pagine di letteratura”: La vita, istruzioni per l&apos;uso di Georges Perec. Un libro, spiega Cavaglion, molto adatto a questi giorni complicati: “è un&apos;enciclopedia della saggezza, come altri libri di Perec, che si può consultare comodamente ogni sera prendendolo dall&apos;inizio, dalla fine, da metà e trovando in ogni piccola storia raccontata grandi insegnamenti”.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“È come leggere cento romanzi in uno. È un poema sinfonico sulla storia umana, che ti avvolge e che ad un certo punto non ti lascia più. Attraverso le storie dei suoi personaggi Perec ci fornisce le istruzioni per vivere meglio e da qui il titolo del libro”, spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion presentando la sua ultima scelta per la rubrica “pagine di letteratura”: <em>La vita, istruzioni per l'uso</em> di Georges Perec. Un libro, spiega Cavaglion, molto adatto a questi giorni complicati: “è un'enciclopedia della saggezza, come altri libri di Perec, che si può consultare comodamente ogni sera prendendolo dall'inizio, dalla fine, da metà e trovando in ogni piccola storia raccontata grandi insegnamenti”.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">4d2b9030-1d3a-474d-9d6e-8346869d9d50</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 29 Jun 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/ad653336-eadf-4a5c-9de9-3f6b9fb57e09/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-4-georges-perec-la-vita-istruzioni-per-luso.mp3" length="60181732" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>30:50</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:summary>“È come leggere cento romanzi in uno. È un poema sinfonico sulla storia umana, che ti avvolge e che ad un certo punto non ti lascia più. Attraverso le storie dei suoi personaggi Perec ci fornisce le istruzioni per vivere meglio e da qui il titolo del libro”, spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion presentando la sua ultima scelta per la rubrica “pagine di letteratura”: La vita, istruzioni per l&apos;uso di Georges Perec. Un libro, spiega Cavaglion, molto adatto a questi giorni complicati: “è un&apos;enciclopedia della saggezza, come altri libri di Perec, che si può consultare comodamente ogni sera prendendolo dall&apos;inizio, dalla fine, da metà e trovando in ogni piccola storia raccontata grandi insegnamenti”.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Thomas Mann e l&apos;ipnosi del mago dittatore</title><itunes:title>Thomas Mann e l&apos;ipnosi del mago dittatore</itunes:title><description>In &quot;Mario e il mago&quot; (pubblicato nel 1930) Thomas Mann fa “un apologo politico che dice moltissimo non solo in merito alla psicologia del dittatore, la sua capacità di incantare le persone” ma soprattutto racconta della “nostra disponibilità a rimanere incantati dal fascino del Mago Cipolla di turno, dell&apos;imbonitore della politica”. Una lezione profondamente attuale, spiega il critico letterario e storico Alberto Cavaglion nella nuova puntata della rubrica audio “pagine di letteratura”. Soffermandosi sul breve testo di Mann, Cavaglion spiega il segno lasciato da quelle pagine nella cultura antifascista italiana, ricordando il ruolo di chi ebbe il merito di tradurre in italiano l&apos;opera del celebre scrittore tedesco, la germanista Lavinia Mazzucchetti.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>In "Mario e il mago" (pubblicato nel 1930) Thomas Mann fa “un apologo politico che dice moltissimo non solo in merito alla psicologia del dittatore, la sua capacità di incantare le persone” ma soprattutto racconta della “nostra disponibilità a rimanere incantati dal fascino del Mago Cipolla di turno, dell'imbonitore della politica”. Una lezione profondamente attuale, spiega il critico letterario e storico Alberto Cavaglion nella nuova puntata della rubrica audio “pagine di letteratura”. Soffermandosi sul breve testo di Mann, Cavaglion spiega il segno lasciato da quelle pagine nella cultura antifascista italiana, ricordando il ruolo di chi ebbe il merito di tradurre in italiano l'opera del celebre scrittore tedesco, la germanista Lavinia Mazzucchetti.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">965d3585-3166-49da-a512-113e1b3035eb</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/5e322537-104a-4c45-b352-b91be667cd9a/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-3-thomas-mann-mario-e-il-mago.mp3" length="46516004" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>23:51</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:summary>In &quot;Mario e il mago&quot; (pubblicato nel 1930) Thomas Mann fa “un apologo politico che dice moltissimo non solo in merito alla psicologia del dittatore, la sua capacità di incantare le persone” ma soprattutto racconta della “nostra disponibilità a rimanere incantati dal fascino del Mago Cipolla di turno, dell&apos;imbonitore della politica”. Una lezione profondamente attuale, spiega il critico letterario e storico Alberto Cavaglion nella nuova puntata della rubrica audio “pagine di letteratura”. Soffermandosi sul breve testo di Mann, Cavaglion spiega il segno lasciato da quelle pagine nella cultura antifascista italiana, ricordando il ruolo di chi ebbe il merito di tradurre in italiano l&apos;opera del celebre scrittore tedesco, la germanista Lavinia Mazzucchetti.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist</title><itunes:title>Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist</itunes:title><description>“Quando mi è stato chiesto di tirare giù un libro dalla mia biblioteca ho pensato di prendere un testo piccolissimo di un grandissimo autore: Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist, che è stato ed è ancora oggi molto importante nella mia vita. Continuo a leggerlo e rileggerlo, scoprendoci sempre nuovi spunti”. Questa la scelta di Marco Vigevani per inaugurare la sua prima nella rubrica audio “pagine di letteratura”, curata dalla redazione di Pagine Ebraiche e dedicata a scoprire le biblioteche reali o virtuali di autorevoli esperti e critici letterari. Tra i più importanti agenti letterari italiani e responsabile del Comitato eventi del Memoriale della Shoah di Milano, Vigevani spiega in questa puntata la bellezza e complessità del breve testo di von Kleist - “si parte dalla danza per fare scoperte quasi mistiche” - e racconta qualche accenno biografico del grandissimo autore tedesco dal destino tragico: a soli 34 anni morirà suicida sulle rive del Wannsee assieme all&apos;amica Henriette Vogel, malata di tumore.&amp;nbsp;
</description><content:encoded><![CDATA[<p>“Quando mi è stato chiesto di tirare giù un libro dalla mia biblioteca ho pensato di prendere un testo piccolissimo di un grandissimo autore: Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist, che è stato ed è ancora oggi molto importante nella mia vita. Continuo a leggerlo e rileggerlo, scoprendoci sempre nuovi spunti”. Questa la scelta di Marco Vigevani per inaugurare la sua prima nella rubrica audio “pagine di letteratura”, curata dalla redazione di Pagine Ebraiche e dedicata a scoprire le biblioteche reali o virtuali di autorevoli esperti e critici letterari. Tra i più importanti agenti letterari italiani e responsabile del Comitato eventi del Memoriale della Shoah di Milano, Vigevani spiega in questa puntata la bellezza e complessità del breve testo di von Kleist - “si parte dalla danza per fare scoperte quasi mistiche” - e racconta qualche accenno biografico del grandissimo autore tedesco dal destino tragico: a soli 34 anni morirà suicida sulle rive del Wannsee assieme all'amica Henriette Vogel, malata di tumore.&nbsp;</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">84a76cbc-7eac-4e15-9e50-7fce76e9718e</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Tue, 16 Jun 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/dce63cce-44ea-45e3-8ec7-d50fc9c94885/pagine-di-letteratura-marco-vigevani-1-heinrich-von-kleist.mp3" length="30154781" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>15:26</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:summary>“Quando mi è stato chiesto di tirare giù un libro dalla mia biblioteca ho pensato di prendere un testo piccolissimo di un grandissimo autore: Il teatro delle marionette di Heinrich von Kleist, che è stato ed è ancora oggi molto importante nella mia vita. Continuo a leggerlo e rileggerlo, scoprendoci sempre nuovi spunti”. Questa la scelta di Marco Vigevani per inaugurare la sua prima nella rubrica audio “pagine di letteratura”, curata dalla redazione di Pagine Ebraiche e dedicata a scoprire le biblioteche reali o virtuali di autorevoli esperti e critici letterari. Tra i più importanti agenti letterari italiani e responsabile del Comitato eventi del Memoriale della Shoah di Milano, Vigevani spiega in questa puntata la bellezza e complessità del breve testo di von Kleist - “si parte dalla danza per fare scoperte quasi mistiche” - e racconta qualche accenno biografico del grandissimo autore tedesco dal destino tragico: a soli 34 anni morirà suicida sulle rive del Wannsee assieme all&apos;amica Henriette Vogel, malata di tumore. </itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Gianni Rodari e C&apos;era due volte il barone Lamberto</title><itunes:title>Gianni Rodari e C&apos;era due volte il barone Lamberto</itunes:title><description>Riprendere in mano Gianni Rodari e il suo C&apos;era due volte il barone Lamberto per aprire una riflessione più ampia sull&apos;educazione e sul fatto che nel nostro paese la scuola continua a non essere messa in cima all&apos;agenda. È il tema al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” - rubrica audio curata dalla redazione di Pagine Ebraiche - in cui il critico letterario e storico Alberto Cavaglion ogni volta tira fuori dalla sua libreria un nuovo libro e spiega perché è importante leggerlo o rileggerlo. Come per la prima puntata dedicata a Gli aquiloni di Romain Gary, anche questa volta la scelta di Cavaglion è originale, con un testo di Rodari - di cui cade quest&apos;anno il centenario dalla nascita – che ha formato intere generazioni ma che oggi è rimasto un po&apos; in ombra.  Un libro che &quot;parla ai bambini ma lascia una grande lezione anche agli adulti&quot;. 
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Riprendere in mano Gianni Rodari e il suo C'era due volte il barone Lamberto per aprire una riflessione più ampia sull'educazione e sul fatto che nel nostro paese la scuola continua a non essere messa in cima all'agenda. È il tema al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” - rubrica audio curata dalla redazione di Pagine Ebraiche - in cui il critico letterario e storico Alberto Cavaglion ogni volta tira fuori dalla sua libreria un nuovo libro e spiega perché è importante leggerlo o rileggerlo. Come per la prima puntata dedicata a Gli aquiloni di Romain Gary, anche questa volta la scelta di Cavaglion è originale, con un testo di Rodari - di cui cade quest'anno il centenario dalla nascita – che ha formato intere generazioni ma che oggi è rimasto un po' in ombra.  Un libro che "parla ai bambini ma lascia una grande lezione anche agli adulti". </p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">60ef25d9-ff04-453f-936a-162637a88d54</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Thu, 11 Jun 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/32cc6237-ea6c-451b-865c-3152c2232966/pagine-di-letteratura-alberto-cavaglion-2-gianni-rodari-cera-due-volte-il-barone-lamberto.mp3" length="51789964" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>26:34</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:summary>Riprendere in mano Gianni Rodari e il suo C&apos;era due volte il barone Lamberto per aprire una riflessione più ampia sull&apos;educazione e sul fatto che nel nostro paese la scuola continua a non essere messa in cima all&apos;agenda. È il tema al centro della nuova puntata di “pagine di letteratura” - rubrica audio curata dalla redazione di Pagine Ebraiche - in cui il critico letterario e storico Alberto Cavaglion ogni volta tira fuori dalla sua libreria un nuovo libro e spiega perché è importante leggerlo o rileggerlo. Come per la prima puntata dedicata a Gli aquiloni di Romain Gary, anche questa volta la scelta di Cavaglion è originale, con un testo di Rodari - di cui cade quest&apos;anno il centenario dalla nascita – che ha formato intere generazioni ma che oggi è rimasto un po&apos; in ombra.  Un libro che &quot;parla ai bambini ma lascia una grande lezione anche agli adulti&quot;.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item><item><title>Gli aquiloni di Romain Gary</title><itunes:title>Gli aquiloni di Romain Gary</itunes:title><description>Perché i libri del celebre scrittore francese Romain Gary, e in particolare il suo “Gli aquiloni”, sono particolarmente oggi? Lo spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion, mettendo in relazione le pagine di Gary con l&apos;intreccio tra Memoria e letteratura.
</description><content:encoded><![CDATA[<p>Perché i libri del celebre scrittore francese Romain Gary, e in particolare il suo “Gli aquiloni”, sono particolarmente oggi? Lo spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion, mettendo in relazione le pagine di Gary con l'intreccio tra Memoria e letteratura.</p>]]></content:encoded><link><![CDATA[https://pagine-di-letteratura.captivate.fm]]></link><guid isPermaLink="false">1a854602-2cef-436d-995b-6f53307fe712</guid><itunes:image href="https://artwork.captivate.fm/87f1bbe5-56d9-4372-850f-5132e399762a/yf-22zcacduxnzc8dhhyq6h.jpg"/><dc:creator><![CDATA[Pagine Ebraiche]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Jun 2020 09:00:00 +0200</pubDate><enclosure url="https://podcasts.captivate.fm/media/e664f6f4-2174-4518-b722-3291fe1d505e/1.mp3" length="49974062" type="audio/mpeg"/><itunes:duration>25:37</itunes:duration><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType><itunes:episode>1</itunes:episode><itunes:summary>Perché i libri del celebre scrittore francese Romain Gary, e in particolare il suo “Gli aquiloni”, sono particolarmente oggi? Lo spiega lo storico e critico letterario Alberto Cavaglion, mettendo in relazione le pagine di Gary con l&apos;intreccio tra Memoria e letteratura.</itunes:summary><itunes:author>Pagine Ebraiche</itunes:author></item></channel></rss>